Mantova (askanews) - "Sicuramente la geometria umana è una geometria euclidea perché la nostra esperienza comune è che quando butti una telecamera da una parte all'altra si spacca, ma non cambia forma. Io però appartengo a una generazione che è cresciuta con Holly e Benji, che quando tiravano il pallone si vedeva la curvatura della Terra, che non è vera". Comincia così una imprevista e stupefacente piccola lezione di Chiara Valerio, scrittrice (e matematica di formazione) che al Festivaletteratura di Mantova presenta il suo ultimo e intrigante libro, "Storia umana della matematica", pubblicato da Einaudi.

Tra Lupin III, Mila e Shiro e altri cartoni animati giapponesi che hanno forgiato l'immaginario dei bambini cresciuti tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, Valerio parla del proprio libro e della difficoltà (oltre che del divertimento) di aver dovuto fare i conti fin da subito con "dei prodotti di comunicazione di massa che mettevano in discussione delle certezze, come gli oggetti che spostandosi si deformano. Sono cresciuta - ha concluso Chiara Valerio - in un mondo che era così vitale nel senso dell'esercizio del concetto di dibattito, che anche questa era una cosa che mi andava di raccontare".