Mantova (TMNews) - Peter Cameron è uno scrittore molto amato in Italia, capace di emozionare con storie e personaggi che parlano ai lettori in modo molto intimo e personale. Adelphi ha appena tradotto anche il romanzo "Il weekend", apparso negli Stati Uniti nel 1994, ma per lo scrittore la datazione dei suoi libri non è un problema."Io non penso - ci ha detto al Festivaletteratura di Mantova - ai miei libri con un ordine cronologico lineare, per me sono dei libri singoli e non sento la distanza tra loro".Leggendo "Il Weekend" la sensazione è quella di un'energia molto intensa, che poi si è raffinata nei libri successivi di Cameron, una lettura che però non lo convince."Io non penso - ha aggiunto - che i libri precedenti passino qualcosa a quelli successivi, ogni volta cerco di ripartire da zero". Nel romanzo uno dei protagonisti, il maturo critico d'arte Lyle, a un certo punto riflette sull'inutilità della bellezza."Io non credo - ha però specificato Cameron - che la bellezza sia inutile, credo che noi siamo inutili quando non riusciamo a cogliere la bellezza del mondo. E' molto importante essere sempre pronti a cercare cose meravigliose".Quando poi gli chiediamo come mai i suoi personaggi sembrano sempre vivere le situazioni per la prima volta, Peter Cameron risponde che per lui ogni personaggio è una prima volta. E lo stupore così si rinnova.