Mantova (TMNews) - Un grido di dolore, pacato ma deciso: la lettura è in pericolo. Lo lancia dal Festivaletteratura di Mantova Alfonso Berardinelli, uno dei più importanti critici letterari italiani che per Nottetempo ha pubblicato una raccolta di saggi intitolata proprio "Leggere è un rischio"."Il leggere - ci ha detto - sta diventando un'attività, se non una scelta, sempre di più anacronistica, è un'attività che va contro i tempi".Berardinelli, che si definisce "critico critico", traccia anche un ritratto problematico della sua professione, sempre più ai margini del sistema editoriale."Il critico - ha aggiunto - nella letteratura è una Cenerentola, è un paria in un certo senso, benché venga deplorato, accusato. Il critico non è più ascoltato".La riflessione del critico, poi, si fa più profonda, quando analizza il rapporto, sempre problematico, tra la vita e la letteratura. Un binomio che fatica ad accordarsi, soprattutto per chi ha fatto della letteratura una professione."E' un lavoro - ha concluso Berardinelli - non solo un po' asociale, ma anche che prevede un alto grado di solitudine".Solitudine che forse la folla di Mantova fa dimenticare, o forse riesce addirittura ad amplificare. Misteri di quell'Idra chiamata letteratura.