Roma, 15 giu. (askanews) - Discontinuità, qualità e varietà. Sono le parole chiave della decima edizione della Festa del Cinema di Roma, dal 16 al 23 ottobre. La presidente della fondazione Cinema per Roma Piera Detassis e il nuovo direttore artistico, Antonio Monda, hanno dato alcune anticipazioni sulla Festa pensata dalla nuova squadra, che prosegue con l'intento di coinvolgere sempre di più la Capitale. Siglato anche un accordo con le sale per estendere la kermesse oltre l'Auditorium, a Prati, al Pigneto, a Cinecittà, a Trastevere e non solo, il festival mette al centro il pubblico, con meno film e più incontri.Saranno 30-35 i titoli, tutti in anteprima europea, alcuni in anteprima mondiale di tutti i generi: lungometraggi, documentari, cartoon, film hollywoodiani e d'autore. Per Monda è una sfida, ma è importante distinguersi dagli altri festival italiani: addio alle vecchie sezioni, quindi, resta solo quella collaterale dedicata ai bambini, "Alice nella città", niente Concorso, solo il premio del pubblico. E sulla presenza degli italiani ha detto: sceglierò i film perché sono di qualità, non perché sono italiani, ma ce ne saranno. Tra le novità:"Avremo il premio Oscar William Friedkin che parlerà di un autore contemporaneo italiano, un grande regista giovane, Wes Anderson in conversazione con Donna Tartt, Pulitzer, che ci spiegano perché amano il cinema italiano. Renzo Piano che ci racconta il rapporto cinema-architettura".Inoltre due retrospettive, svelata quella su Antonio Pietrangeli un incontro con Joel Coen e Frances McDormand che parleranno del lavoro tra marito e moglie, una serata con Paolo Sorrentino che porterà un suo inedito in anteprima e parlerà dei film preferiti, un omaggio a Pier Paolo Pasolini, una serata sulla comicità con l'incontro Carlo Verdone-Paola Cortellesi e sei film, i preferiti da ricordare, scelti, ognuno, da un membro del comitato del festival. Per Monda, "Gli ultimi fuochi di Elia Kazan".Si punta quindi sugli incontri, almeno uno a sera, e su un nuovo modello di Festa che prosegua 365 giorni l'anno a Roma con vari appuntamenti, e una nuova idea di mercato allargato che comprenda cinema, tv, documentari, fiction e che abbia il suo culmine nella Festa, che per Piera Detassis è: "Io lo definisco un incontro ravvicinato con il pubblico, perché è lui oggi l'obiettivo su cui tutti dobbiamo puntare per costruire".