Milano (TMNews) - Il dito medio alzato, o le due dita a V per gli inglesi, sono un inequivocabile gesto di insulto. Ma sotto l'occhio un artista brillante come il fotografo britannico Rankin, l'aggressività diventa più che altro divertimento e spettacolo. E il gesto assume un valore quasi di auto distinzione. "Quando la gente lo usa nelle fotografie - ci ha raccontato a Milano - è quasi un atto anti totalitario, come dire, io non sono un membro dell'establishment, sono un tipo alternativo".Le immagini raccolte da Rankin nel corso degli anni sono ora diventate un libro, "F*CK Y*U RANKIN", che è stato presentato al 10 Corso Como. E l'artista, curiosamente, racconta di come proprio i tipi più rock, come i Rolling Stones, abbiamo inizialmente fatto difficoltà per la pubblicazione delle loro immagini con le dita sollevate."Dovrebbero essere molto rock and roll - ha aggiunto Rankin - e invece dicevano che non era una cosa buona per la loro immagine, lo facevamo nel passato... Ma quando gli Stones hanno acconsentito a usare la foto, anche altri hanno capito che era una cosa molto cool".Rankin definisce il suo libro un'operazione di diverimento, una sorta di antidoto alle cose più serie della vita. Ma anche un gioco di specchi in cui il gesto, che i soggetti fanno al fotografo, arriva fino allo spettatore, in una triangolazione intrigante."Ci pensavo in questi giorni - ha concluso - ed è come se ci fosse una falsa parete che rende sia il soggetto sia il pubblico molto consapevole della mia presenza come fotografo e stabilisce una collaborazione".Un'ultima riflessione potrebbe riguardare il fatto che il gesto volgare è stato accettato a livello visivo, ma ancora no, come dimostrano gli asterischi, a livello testuale. Come dire che le parole restano pietre. Le immagini forse meno?