Milano (askanews) - E' una performance di Nico Vascellari e dei suoi Ninos du Brasil a inaugurare, in modo decisamente ritmico, la mostra "I See Colors Everywhere", presentata da United Colors of Benetton in Triennale a Milano dal 24 al 28 settembre, in occasione della settimana della moda. Un evento che accosta i capi della primavera estate dell'azienda veneta ai lavori degli artisti legati a Fabrica, il centro di ricerca sull'arte e la comunicazione di Benetton. Sam Baron è il curatore dell'esposizione, oltre che uno degli artisti in mostra, e ha immaginato la struttura articolata su otto colori cui corrispondono altrettante sezioni espositive.

"Si trovano - ha spiegato ad askanews - dei pezzi di design, di arte visiva, di musica, performance, video, insomma tutte le diverse tipologie di espressione artistica, come le possibilità di abbracciare i colori. E questa è la filosofia che Fabrica difende da più di 22 anni grazie al supporto di Benetton".

Molti i giovani che hanno l'opportunità di esporre i propri lavori, come Elena Bompani, che ha realizzato una scultura ispirata alla struttura classica di un ponte. "Io sono appena arrivata a Fabrica - ci ha raccontato - ho iniziato da tre settimane, ed è una bellissima opportunità, in una settimana ho fatto il mio primo pezzo. Per cui sono molto contenta e molto emozionata".

Un altro giovane designer che Fabrica ha portato in mostra è Guglielmo Brambilla, che così ci ha presentato la sua opera: "L'idea di partenza era quella di giocare con il contrasto tra l'intimo, il privato, e ciò che è pubblico ed esposto. Quindi ho semplicemente deciso di applicare delle normali piastrelle da bagno che vengono solitamente applicate su una superficie bidimensionale sulla superficie tridimensionale di un mobile".

Tra tanti giovani spicca la figura di Vascellari, artista importante nel panorama nazionale, che proprio da Fabrica ha iniziato il proprio percorso. "Devo dire che Fabrica - ci ha detto - è stato indubbiamente per me un luogo al quale emotivamente sono rimasto legato, non avendo frequentato l'università Fabrica è stata quasi una salvezza. Quando ho comunicato ai miei genitori che non intendevo più studiare perché volevo fare l'artista, la risposta è stata: o studi o vai a lavorare. Fabrica è stata proprio quel connubio che mi ha permesso di studiare e lavorare al contempo".

E, almeno per questa volta, anche di suonare in Triennale.