Roma, (askanews) - Sono passati 40 anni dal 2 novembre del 1975, giorno in cui venne ucciso Pier Paolo Pasolini, grande scrittore, poeta e regista, critico, una delle figure intellettuali e artistiche più controverse e complesse, "scomode" in un certo senso, dello scorso millennio, che ha segnato profondamente la nostra cultura.Nell'anniversario della sua scomparsa, sono tante le iniziative per ricordarlo: mostre, incontri, dibattiti, film e documentari in tv per raccontare la sua personalità complessa e il suo misterioso delitto. Nato a Bologna nel 1922, scappò con la famiglia in Friuli negli anni della guerra, poi arrivò a Roma nel '50. La storia, gli anni giovanili e tutti questi spostamenti influenzarono profondamente la sua cultura e le sue opere, in ogni ambito.Come regista fu autore di numerose pellicole mandate in onda in questi giorni, dai primi degli anni '60 come "Accattone" e "Mamma Roma" fino al "Il Vangelo secondo Matteo" e agli scandalosi, per quel tempo, "Decameron" o "Salò o le 120 giornate di Sodoma". E sono moltissimi anche i film che sono stati fatti su di lui, come "Pasolini, un delitto italiano" diretto da Marco Tullio Giordana, che cerca di indagare sulla sua morte violenta, o il recentissimo "Pasolini" di Abel Ferrara presentato lo scorso anno alla Mostra di Venezia che si concentra sulle ultime ore di vita e sulla sessualità del grande Pasolini, interpretato da Willem Dafoe. Ma più di tutti, forse l'omaggio più celebre è quello di Nanni Moretti. Il viaggio ad Ostia, luogo del delitto, del regista romano con la sua Vespa in "Caro Diario", in sottofondo le note di Keith Jarret...