Bodrum, Turchia (askanews) - La tragedia dei migranti ha trovato la sua terribile, tragica e disperata icona. Quella di un bimbo siriano sconosciuto, a faccia in giù sulla spiaggia, lambito dalle onde della risacca, le braccia abbandonate lungo il corpo, immobile nella sua morte liquida. Anonimo soldato Ryan delle armate di profughi che sbarcano sulle coste d'Europa in cerca di un futuro spesso impossibile.Facile prevedere che le immagini scattate sulla spiaggia di Bodrum, paradiso turistico della Turchia, e che hanno fatto il giro del web, diventeranno il simbolo di questa tragedia epocale che solo ora pare avere trovato l'attenzione che merita dopo che l'assalto dal fronte dell'Europa meridionale si è trasferito nel cuore dell'Europa che conta. E che ora si permette il lusso di scoprire le dimensioni e l'orrore di una situazione drammatica e annunciata da anni. Ignorata sino a quando era rimasta ai confini dell'impero.Il volto impietrito dell'agente turco che raccoglie pietosamente tra le braccia quei resti dovrebbero fare tremare coscienze raggelate sino all'altro ieri da una visione dell'Europa calibrata solo sui benefici e gli interessi generati dai surplus della bilancia commerciale.(Immagini Afp)