Roma, 6 nov. (TMNews) - Un restauro di successo in Romania non è mai solo questione di soldi, anzi, a volte fondi eccessivi e da spendere in tempi brevi portano al fallimento dell'opera. E' uno dei temi emersi nella giornata di studio "Restauro: Italia e Romania a confronto", in cui sono stati analizzati anche i risultati della collaborazione tra l'università di Architettura e Urbanistica Ion Mincu di Bucarest e l'Università Gabriele d Annunzio di Chieti-Pescara.Dopo i primi cinque anni di cooperazione, per il professor Sergiu Nistor, si possono tirare alcune conclusioni."Possiamo dire qual è lo stato dell'arte in Romania e quali sono i bisogni urgenti e gli obiettivi del restauro nel Paese: prima di tutto la qualità del resturo non dipende dai grandi budget. La nostra situazione prova che ricevere grandi investimenti da spendere in poco tempo porta al fallimento del progetto. Quello che abbiamo imparato insieme ai colleghi italiani è che piccoli siti di restauro realizzati con piccole e medie imprese e con team specializzati sono quelli di qualità. A volte queste pmi hanno bisogno di tecnologia e know how che siamo lieti di ricevere dall Italia.Opinione condivida dal professore Stefano D'Avino, docente dell'università D'annunzio di Chieti-Pescara. "Per quello che abbiamo potuto vedere sono i piccoli cantieri che costituiranno domani un occasione di visita per quel Paese, che ha una cultura straordinariamente varia, ricchezze che non sono concentrare in un unica aerea ma in tutto il Paese".