Roma (TMNews) - Esce "Canzoni" (Sony Music), il nuovo album della cantautrice Chiara Civello, che dopo avere vissuto a lungo negli Stati Uniti e in Brasile è tornata a Roma, per svuotare la valigia di esperienze e contaminazioni in un lavoro di sola interprete. Il risultato sono 17 perle, come le definisce la stessa artista, nata a Roma 38 anni fa. "E' stato veramente un bisogno mio creativo interiore dopo 4 dischi da cantautrice e prodotti sempre in giro per il mondo, perché è da quando ho 18 anni che viaggio, ho sentito proprio il bisogno di fare un lavoro sul repertorio del mio paese", ha raccontato Civello. "Canzoni", prodotto artisticamente da Nicola Conte, è composto da brani di artisti simbolo della scena musicale italiana di ieri e di oggi: da Paolo Conte a Lucio Battisti e Mogol, da Vinicio Capossela a Sergio Endrigo, passando per i Subsonica, i Negramaro e Vasco Rossi. Le architetture sonore sono state arrangiate dal leggendario Eumir Deodado - già arrangiatore di Jobim, Bjork e Frank Sinatra - e suonate dall'orchestra sinfonica di Praga. "Io non volevo fare un album nostalgico, proprio no, io volevo fare un album che riproponesse il repertorio italiano nel momento di adesso in cui l'Italia è piena di energia, di promesse in questa fase di cambiamento - ha spiegato ancora l'artista - Più che altro freschezza, un occhio rispettoso al passato e la volontà di includere i compositori di adesso".Gli ospiti sono 4 star internazionali, artisti che hanno segnato la carriera musicale di Chiara Civello o musicisti incontrati nei vari soggiorni all'estero, come la star del pop brasiliano Ana Carolina, o, ancora, la contrabbassista jazz statunitense Esperanza Spalding. "Ana Carolina è un artista con cui ho collaborato da molto tempo e quindi era per me normalissimo coinvolgerla - ha raccontato la cantautrice - Gil o Chico che hanno un rapporto con l Italia strettissimo, per me era naturale coinvolgerli. La cosa meravigliosa è che hanno cantato in italiano".Non mancano gli aneddoti nella registrazione di "Io che amo solo te" con la straordinaria partecipazione di Chico Buarque, o in "Io che non vivo senza te" con Gilberto Gil: "Per esempio Gil quando ha sentito per la prima volta il ritornello di "Io non vivo senza te" ha avuto un momento di commozione perché lui la ascoltava nella versione originale di Donaggio nel '65 a Bahia in radio o Chico era un grande amico di Sergio Endrigo quindi si è sentito chiamato in un tributo a un grande artista, che per altro io adoro, che è anche nato nel mio stesso giorno, il 15 giugno...".