Roma, (askanews) - A 95 anni dalla prima messa in scena "L'uomo, la Bestia e la Virtù" di Luigi Pirandello torna in scena al Teatro Arcobaleno di Roma, fino al 21 dicembre con la regia di Ennio Coltorti, che interpreta lo spettacolo insieme a un gruppo di giovani attori. Un Pirandello puro e molto fedele all'originale, che attinge alla Commedia dell'Arte e all'Opera Buffa. Grottesco e ironico, attraverso la riscoperta dell'animalità dei suoi personaggi, per una critica sociale molto attuale. Spiega Coltorti:"Ha 95 anni ma non li dimostra, sembra scritta ieri, è passato un secolo ma non è migliorato niente dalla visione un po' pessimista di Pirandello e restano le risate scatenate che suscita questo autore con questa anomala commedia profonda, perché ha scritto cose sempre ironiche ma malinconiche, profonde. Questa è profondissima ma si vede che lui si è divertito tanto. Si è divertito a dire che gli essere umani sono falsi, ipocriti e se l'essere umano segue solo gli istinti diventa una bestia".La moglie, il marito e l'amante: una storia d'amore e di corna simbolo di una società malata. Sono messe in scena le ipocrisie di ieri e di oggi, e per Coltorti che rilegge Pirandello, l'uomo indossa una maschera per nascondere il proprio egoismo bestiale, mascherandolo con la virtù. Rivelando però, alla fine, la sua essenza opportunistica e ipocrita.E la denuncia pirandelliana va bene ancora oggi nella società dei furbetti: "Il teatro non fa migliorare la gente, ma ci fa sentire parte di un tutto, denunciare alcune cose in modo divertente ci può aiutare a farci riflettere meglio sulla nostra vita".