Milano (askanews) - Un libro che parte da una crisi mistica personale per arrivare a raccontare l'avventura dei primi cristiani. "Il Regno", che esce in Italia per Adelphi, è l'ultima fatica di Emmanuel Carrère, lo scrittore francese che con "Limonov" si è imposto sulla scena letteraria internazionale. Un libro forte, intenso, come è tipico di Carrère, che l'autore, che abbiamo incontrato al Circolo dei Lettori di Milano, dice di aver affrontato senza voler competere con i testi sacri. "E' stato un progetto ambizioso - ci ha raccontato - ma è nato come progetto puramente narrativo. Ho iniziato leggendo e rileggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere di San Paolo, che sono i documenti fondamentali per questo tipo di lavoro. E non c'era un progetto teologico, l'ho concepito in un senso solo narrativo e drammatico".Al centro della storia, oltre naturalmente a Carrère stesso, la poderosa figura di San Paolo, ma anche quella dell'evangelista Luca. "Luca - ha aggiunto - è un personaggio molto umano e piacevole, ma è anche uno scrittore, io ho pensato, magari con molta presunzione, che avrei potuto capire qualcosa su di lui attraverso la sua scrittura, in quanto era una sorta di collega".Inevitabile, vista la potenza del lavoro di Emmanuel Carrère, un ragionamento su come nascono i suoi libri, che non sono romanzi, ma qualcosa di diverso e più personale. "Il punto, quando si scrive letteratura, e il genere non conta niente, per me è che più sei libero, migliore sarà il risultato - ci ha confidato Carrère -. Se io sento che in quel contesto potrò essere libero allora sceglierò una cornice romanzesca. Ci sono per esempio dei libri di storia che sono molto più vicini alla mia idea di letteratura rispetto a tanti romanzi"."Personalmente - ha concluso lo scrittore - non credo che sia una cosa buona andare troppo in cerca della qualità letteraria, io credo che la letteratura compaia quando vuole lei e non dipenda da te. Puoi anche voltarle completamente le spalle e fare comunque della buona lettteratura". Detta da uno dei più importanti scrittori contemporanei è una frase che suona decisamente intrigante e che rinnova il mistero della grande letteratura.