Roma, (askanews) - Nel centenario dell'ingresso dell'Italia nella Grande Guerra la casa editrice Laterza ha pubblicato un libro, curato dagli storici Emilio Gentile e Spencer Di Scala, sugli anni giovanili di Benito Mussolini, intitolato "Mussolini socialista". Si tratta di un periodo della vita di Mussolini (che va dal 1902 al 1914) "molto studiato", ha spiegato Gentile ad askanews. Tuttavia, "la maggior parte degli storici che si sono occupati del periodo socialista di Mussolini hanno cercato le tracce del fascista: si è guardato a Mussolini o come un falso socialista che già in sé covava quelle che erano le idee del fascismo, o come un socialista un po' eterogeneo, quasi ai margini del socialismo italiano, perché professava un rivoluzionarismo quarantottesco, barricadiero, semianarchico, addirittura anarchico e quindi in contrasto con la tradizione del socialismo italiano"Invece - ha proseguito Gentile - questo volume ha voluto ricostruire un Mussolini socialista che lo restituisse alla storiografia e anche alla nostra sensibilità contemporanea per ciò che effettivamente è stato: uno dei fondatori del socialismo rivoluzionario europeo in uno dei principali partiti socialisti europei", nonché il primo leader carismatico apparso sulla scena italiana all'inizio del secolo."Mussolini - ha spiegato Gentile - fin da quando emerge quasi improvvisamente come la figura nuova del socialismo italiano nel congresso di Reggio Emilia del 1912, si impone spontaneamente per ciò che è l'impressione che dà sugli altri, che lo fanno immediatamente diventare il direttore dell'Avanti!, a soli 29 anni; è certamente una figura che dà un'impressione di possedere in sé delle qualità quasi divinatorie e quasi - come diceva Salvemini, che non era un socialista rivoluzionario ma un socialista riformista - in Mussolini c'era qualcosa che portava in sé i destini d'Italia".