Roma, (askanews) - La cantante romana Elisabetta Antonini, fresca vincitrice del Top Jazz come miglior nuovo talento, ha cominciato a promuovere il suo nuovo album "The Beat goes on", un omaggio alla beat generation che ha richiesto un lavoro di ricerca lunghissimo. "Naturalmente all'inizio non sapevo che avrei dovuto fare una ricerca enorme di avvocati americani, difficilissima peraltro e molto lunga, durata un anno, per poter utilizzare questi inserti audio d'epoca che qualcuno aveva protetto ma che non sapevo bene chi fosse", ha spiegato l'artista nello studio di askanews.Le voci e i testi dei poeti della Beat Generation si possono così ascoltare nel disco, come nel concerto live, in un percorso immaginario che racconta tramite le composizioni originali di Elisabetta i sogni di questa generazione di visionari. "La musica che ho scritto ricrea proprio delle atmosfere che a momenti sono metropolitane, squallide, notturne e in altri casi lasciano immaginare un viaggio, che è un po' il viaggio raccontato su 'On the road' di Jack Kerouac".Con il loro urlo, i "beat" hanno chiamato il mondo a riflettere sulla possibilità di dire "no", di rompere gli schemi: "In fondo loro erano omosessuali, comunisti ebrei, cioè le hanno vissute tutte. Eppure hanno avuto la forza di penetrare in questo sistema così inviolabile", ha raccontato.E poi ci sono due splendide cover: "Woodstock" di Joni Mitchell e "Blowin'in the wind" di Bob Dylan: "Blowin'in the wind" è un po' una canzone di speranza, il manifesto di questa gioventù che si sveglia e non vuole più la guerra, il potere, il vizio economico, i soldi, un'invocazione a qualcosa di impalpabile che però è fondamentale", ha concluso Antonini.