Torino, (TMNews) - Dietro agli effetti speciali dello zombie-movie hollywoodiano "World War Z" c'è anche la creatività di un giovane italiano. Si chiama Marco Carboni, ha 33 anni e dal 2007 lavora per la Mpc, una delle più importanti multinazionali nel settore. Un lavoro a cui è arrivato dopo gli studi di computer grafica e varie tappe fra Torino e Milano, fino all'approdo all'estero, dove, dice, gli italiani sono molto apprezzati per la loro creatività."Gli italiani riescono a pensare fuori dagli schemi. Penso sia anche una questione culturale. Noi italiani se c'e una regola, pensiamo sempre un po' di aggirarla e a volte questa mentalità aiuta. Quando c'e un problema e la soluzione non sta scritta in un manuale e lì che il tecnico e l'artista dà il meglio".Carboni che ha partecipato a Torino a View Conference, la rassegna dedicata al cinema e ai video giochi digitali, ha spiegato come è stata costruita l'apocalisse di "World War Z": due anni e mezzo di lavoro in cui lui in particolare si è occupato di come gli zombie dovevano interagire, cadere e rialzarsi. Un lavoro che presuppone una ricerca continua.Gli effetti non bastano però, ammette Carboni, servono anche grandi professionalità fra regista, sceneggiatori e attori, come Brad Pitt che ha girato la maggior parte delle scene pericolose senza stuntman.