Rennes (askanews) - Dopo le stragi di Parigi, aumentano le domande di arruolamento nelle forze armate francesi. Gli attentati del 13 novembre hanno innescato una domanda drammatica: che cosa fare per opporsi al terrorismo. Alcuni giovani francesi hanno pensato di indossare la divisa. Ma la selezione resta severa.Rennes, Francia nord-occidentale, un centro di reclutamento delle forze armate. Dopo gli attacchi a Parigi molti giovani passano per informarsi, sostenere colloqui orientativi, presentare una domanda."Avevamo visto lo stesso riflesso a gennaio, dopo gli attacchi a Charlie Hebdo. Si registra in effetti una maggiore affluenza nei centri di reclutamento, spiega il capitano Gael Briand. Ma procediamo con le cautele di sempre. È necessario che ciascuno maturi con lucidità la decisione e che non nasca da una semplice spinta emotiva".Le potenziali reclute non sembrano spaventate dagli onori e gli oneri della vita militare: staccarsi dalle famiglie, dagli amici, andare al fronte, sudare, soffrire, combattere."In fondo è per questo che ci si arruola, ammette lucidamente Virginie. Può capitare di dovere fare la guerra. Non mi fa paura. Si viene addestrati e, soprattutto, non sei mai solo".Alexandre è pronto la lasciare l'università per entrare nell'esercito. Di fronte alla minaccia del terrorismo non vuole restare con le mani in mano. "Amo la mia patria, dichiara, la vita e le servitù militari non mi spaventano. Se devo difendere il mio paese non posso avere paura. Sono più attirato che spaventato".Quali che siano le motivazioni, la selezione resta severa. I candidati devono soprattutto convincere delle loro solide motivazioni. Perché i sacrifici richiesti sono grandi. A Rennes, dall'inizio dell'anno, su 129 domande ne sono state accolte solo 26.(Immagini Afp)