Roma, (TMNews) - Valeria Golino ha scelto un tema difficile e coraggioso per il suo debutto alla regia con il film Miele , nelle sale da primo maggio e al festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, che affronta il delicato tema dell eutanasia attraverso la storia di una ragazza che aiuta le pesone malate a morire. Liberamente tratto dal romanzo A nome tuo di Mauro Covacich, tocca un tema spinoso e considerato ancora tabù, anche se la stessa regista, alla presentazione del film a Roma, precisa che il suo film parla di suicidio assistito, una scelta in cui a decidere è sempre il malato."Penso fermamente che ogni essere umano, ogni persona, ha il diritto di decidere e gestire il proprio corpo, la proprioa vita e come finirla - ha detto Valeria Golino - detto questo ci sono poi mille implicazioni che di volta in volta cambiano. Ogni storia personale, di ognuno di noi, è un'altra cosa, un'altra storia".Miele è lo pseudonimo di Irene, interpretata da Jasmine Trinca, trentenne che come un angelo si prende cura delle persone che soffrono e le guida fino alla morte. Al contrario, la sua vita è frenetica e sempre in movimento, alla ricerca di emozioni e di quell umanità che vede spegnarsi intorno a lei. Un giorno, però, l incontro con un uomo, Carlo Cecchi, la destabilizza e le sconvolge la vita. Con il suo primo film la Golino sarà a Cannes il 17 maggio.Cannes? Sono molto contenta - ha rivelato - davvero ho sempre pensato intimamente di voler andare a Cannes e ho sempre pensato a Un Certain Regard per questo film. Sono contenta, perché mi mette allegria l'idea di andare lì tutti ben vestiti. L'ho fatto altre volte e ti diverti sempre meno di quello che credi, ma mi dà l'idea di partecipare a una cinematografia mondiale, di signori registi. Insomma mi inorgoglisce .