Milano, (askanews) - Il jazz va in alta quota. Le montagne del Trentino, nel comprensorio della val di Fiemme, ospitano Dolomiti Ski Jazz, festival che porta i concerti sulla neve: alla 18esima edizione, dal 7 al 14 marzo, partecipano una sessantina di musicisti per 15 appuntamenti. Di giorno ci sono concerti sulle terrazze dei rifugi e a bordo pista, di notte nei teatri e nei locali a fondo valle. Sono coinvolti 100 chilometri di piste e 50 impianti.Bruno Felicetti, direttore Azienda per il turismo della Val di Fiemme: "Dolomiti Ski Jazz nasce dalla voglia di rilanciare la voglia di fare una vacanza sulla neve nella stagione considerata meno nobile a marzo: invece è uno dei momenti migliori per lo sci, perchè le giornate sono più lunghe, c'è il sole. Abbiamo pensato che la musica jazz fosse un buon sottofondo per questa motivazione". L'alta montagna è una location insolita per i musicisti jazz come spiegano Roberto Gorgazzini e Humberto Amesquita. "Non per parlare dell'iconografia classica del club fumoso con il whiskey eccetera, ma questa evidentemente è una situaziona anomala che non può che ispirare un'idea di grandezza quando uno suona, basta guardarsi attorno"."E' uno stimolo e anche una sfida: anche se uno non segue tanto questo genere, se il gruppo ha un suono riesci a catturare l'attenzione della gente".Nei rifugi suonano musicisti di fama internazionale come Randy Johnston, Kicca & The Licaones, il quartetto Blu Job dei Three Spirits e Sara Picone. A fondo valle spazio al quartetto co-diretto dal trombettista Jack Walrath e il sassofonista baritono Gary Smulyan e al quartetto del pianista Marcello Tonolo, dove il solista è il sax tenore di Chris Cheek. Oltre ai concerti in alta quota e nei teatri, Dolomiti Ski Jazz offre altre occasioni di ascolto, come le jam session serali.