Milano (askanews) - Sono storie di distruzione, ma soprattutto di rinascita, quelle che vengono raccontate attraverso una mostra fotografica nel Museo di Sant'Eustorgio a Milano. "Salvare la Memoria" presenta in fatti un itinerario per immagini sui luoghi, soprattutto culturali ma non solo, che hanno subito terribili devastazioni naturali o belliche, ma che poi sono stati in grado di riprendersi. La curatrice Sandrina Bandera, prima di entrare nel merito dell'esposizione, ha voluto concentrarsi sullo spazio che la ospita, e sulla sua funzione di apertura verso la città che già, caso unico a Milano, la Chiesa di Sant'Eustorgio rappresenta appieno, avendo un pulpito all'esterno.

"Per parlare alla gente - ha detto Bandera - bisogna usare anche degli strumenti forti, come le immagini, come le fotografie. Ecco quindi che questa mostra in questo luogo riesce a esprimere un racconto, una storia, molto bene. E' stata molto difficile però, perché era una sfida ed era la prima volta che si realizzava una mostra fotografica negli spazi solenni, rinascimentali, armoniosi della Cappella Portinari".

La mostra è dedicata al direttore del sito archeologico di Palmira, Khaled Asaad, ucciso dall'Isis, ma anche a tutti i Monument Men che lavorano, spesso oscuramente, per salvare i tesori culturali, con un pensiero agli abitanti di Amatrice e a tutte le vittime del sisma dello scorso agosto.

"Questo - ha concluso Sandrina Bandera - è un luogo che vuole parlare a tutti e vuole richiamarci alla coscienza di conoscere questi drammi e di pensare che bisogna reagire, bisogna ricostruire, bisogna pensare alla prevenzione".

La mostra milanese resta aperta la pubblico fino al 6 novembre.