Roma, (askanews) - Come educare tre figli viziati e scansafatiche? Un'impresa titanica per Diego Abatantuono, protagonista della commedia "Belli di papà" di Guido Chiesa, al cinema dal 29 ottobre, alle prese con Matteo, Chiara e Andrea, ventenni abituati a una vita milanese di lussi e frivolezze, da "mantenuti" insomma, sulle spalle del papà imprenditore, rimasto vedovo.Per spronarli ad assumersi le loro responsabilità, metterà in atto una messinscena, facendogli credere che la sua azienda sta fallendo per bancarotta fraudolenta e l'unica soluzione è scappare in Puglia come dei latitanti, nella vecchia casa di famiglia, e mettersi tutti a lavorare. Un dramma per i tre, se non fosse che alla fine costruiscono per la prima volta il rapporto con il padre.Diego Abatantuono sul suo personaggio:"Si accorge che i figli stanno uscendo di cotenna e gli dà una sferzata forte, e i figli tornano in riga però aiutano anche lui a mettersi in riga, perché se c'è una colpa dei figli la colpa inevitabilmente nasce dai genitori".Nel film debutta al cinema Francesco Facchinetti nel ruolo del fidanzato "scemo" di Chiara, che vuole sposarla per vivere anche lui da mantenuto."Il mio personaggio è uno stron... . Anzi, Abatantuono mi chiama 'il coglione', ha delle caratteristiche vicine a quello che sono io, lui è un pr e io lo sono stato, è uno che con le parole cerca di raggirare le persone".Sulla prima esperienza da attore:"Non mi era mai successo di fare un film e devo dire che è davvero diverso da tutto il resto che ho fatto, c'è ancora molta poesia, ritualità, si condivide il set con gli attori si sta insieme tante settimane".Un futuro al cinema?"Non lo so, per adesso mi accontento di questo film e di produrre cinema, ho un'agenzia con tanti talenti che fanno cinema per cui per ora mi accontento di vedere i loro e di produrre".