Milano (TMNews) - Ci sono molte colline e ci sono molte ombre. Sulle colline riposano i morti e le ombre sono quelle della storia d'Italia. Il giornalista siciliano Giacomo Di Girolamo ha pensato di andare su quelle colline e dare voce a chi non c'è più, e così facendo fare un contro ritratto dell'Italia dal 1969 a oggi."Quale sarebbe la versione dei fatti accaduti in Italia - ci ha detto l'autore da Mantova - se fossero i morti a raccontarla, cioè coloro che la storia l'hanno subita, l'hanno vissuta e ne sono stati in qualche modo protagonisti, più o meno consapevoli. L'idea era quella di creare una sorta di Spoon River d'Italia, applicata al nostro Paese".Il risultato è un volume imponente, edito da Il Saggiatore, con il titolo "Dormono sulla collina". Come nel poema americano, anche qui i morti dicono la loro, e tra essi ci sono le vittime di Piazza Fontana e Giulio Andreotti, Marco Pantani e Italo Calvino. "Forse - ha aggiunto Di Girolamo - non è neanche un libro di storia, perché se io, se dovessi mettere un sottotitolo, direi che è un libro sulla fine della storia".Di Girolamo parla di rovine, e addirittura di rovine che in Italia crollano, rendendo difficile anche solo immaginare un futuro."Vengo da una terra, la Sicilia - ha concluso il giornalista - dove nel dialetto non esiste il tempo futuro, quindi noi il problema non ce lo siamo mai posti. Però un futuro ci deve essere, perché tantissime storie ci sono ancora da raccontare e da scrivere".