Roma, (askanews) - A un anno dalla pubblicazione del primo, esce il secondo volume del Catalogo generale di Giorgio de Chirico, a cura dell'omonima Fondazione. Una nuova raccolta di opere, dal 1910 al 1975, frutto di un lungo lavoro di ricerca e catalogazione tra quelle ritenute autentiche del Maestro, molte sconosciute e appartenenti a collezioni private, con l'intento di continuare a fornire un quadro il più possibile completo della sua produzione.Alla presentazione del catalogo a Roma, nella sontuosa casa-museo di de Chirico, nel seicentesco Palazzetto dei Borgognoni al n.31 di Piazza di Spagna, dove visse dal '47 allamorte, Paolo Picozza, presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico parla del nuovo volume."La pubblicazione di 478 opere di cui 170 inediti e alcune cose sconosciute come le miniature e i gioielli, quindi significa che, se si riesce a realizzare il programma, per la fine del 2016 dovremmo arrivare a quattro volumi, pensando poi a un quinto".Si punta a un catalogo generale di tutte le opere e si pensa anche a realizzarne uno sui disegni. Nel secondo volume, 520 pagine, edito da Maretti Editore, ce ne sono solo una ventina."Significa poter offrire una visione non dico completa al 100% ma al 90-95% di tutta quella che è l'opera di De Chirico".Si va da "L'enigme d'un après-midi d'automne", primo quadro metafisico dipinto nel 1910 a Firenze, al periodo Neometafisico con "Orfeo trovatore stanco". Emerge anche il problema della contraffazione, delle repliche fatte dallo stesso De Chirico e della datazione sbagliata di alcune opere su richiesta stessa dei collezionisti, come per i tre dipinti acquistati da Alberto Sordi."Le opere Alberto Sordi le aveva comprate direttamente a de Chirico, sono realizzate nella seconda metà degli anni '50 ma poi Sordi glielo ha chiesto e lui le ha datate 1931".In catalogo anche il "Ritratto della Signora Rondi Gariboldi" del '73, la madre di Gian Luigi Rondi, il decano dei critici cinematografici italiani, in cui de Chirico ha insolitamente unito il manichino con una figura realistica.