Milano (askanews) - Un collettore di suggestioni provenienti da tutto il mondo, con uno spazio importante dedicato al recente passato. Si presenta così la ventunesima edizione di miart, la fiera di arte moderna e contemporanea di Milano che andrà in scena tra il 7 e il 10 aprile prossimi. Vincenzo De Bellis, direttore artistico della manifestazione dal 2013, ha selezionato questa volta 154 gallerie provenienti da 16 Paesi."In questo momento - ci ha detto De Bellis - le fiere d'arte sono il formato più duttile per il sistema dell'arte, il formato più flessibile, quello che si adatta meglio alla velocità del mondo contemporaneo, perché che ne sono tante, e il motivo per cui ce ne sono tante è esattamente questo: c'è bisogno costantemente di novità e le fiere hanno la possibilità di macinare queste novità con una certa velocità. E poi sono un grande collettore di persone".L'intento dichiarato della squadra di De Bellis è quello di ribadire che la fiera è un evento commerciale, curato, ma non curatoriale. E per il 2016 lo sguardo, anche delle gallerie, si allarga in maniera più strutturata alla storia recente. "Abbiamo aggiunto una nuova sezione quest'anno, chiamata Decades - ha proseguito il direttore di miart - che è una sezione dedicata a tutto il Novecento, con nove stand ognuno dedicato a una decade del secolo, con l'Idea che miart ha avuto fin dall'inizio, ossia di essere una fiera di arte moderna e contemporanea, nella quale il Novecento assume un ruolo fondamentale perché è quel secolo che ha portato l'arte a essere quello che oggi definiamo arte contemporanea".In questo senso Milano è città cruciale, dal punto di vista storico, ma anche da quello della presenza di gallerie, istituzioni private, artisti residenti. Con un ulteriore aspetto di dinamicità. "In città c'è stato un ricambio generazionale, ci sono diverse istituzioni che hanno adesso alla loro guida una generazione nuova che ha voglia di condividere progetti e idee, per lavorare tutti insieme nella stessa direzione".Una direzione che vede anche la fiera, soprattutto sotto forma delle Settimana dell'arte contemporanea, contribuire a quel momento di fervore culturale che sta portando Milano, come ha scritto anche il New York Times di nuovo al centro del mondo artistico.