Milano (askanews) - Un giovane artista che crea opere in ceramica e terracotta e un grande avvocato che da anni colleziona arte contemporanea. Il primo è Davide Monaldi, classe 1983 di origine marchigiana; il secondo è Giuseppe Iannaccone, celebre legale a Milano. Dal loro incontro nasce la prima mostra di un ciclo di esposizioni che permetteranno al pubblico di scoprire nomi nuovi del contemporaneo, accanto alla straordinaria collezione che Iannaccone ha costruito con passione e, ovviamente, denaro. E così ecco le figure di Monaldi, come i suoi piccoli 365 autoritratti scultorei nel corso di un anno, collocate accanto ai testi giuridici nello studio di Corso Matteotti."E' stata una sfida - ci ha detto Monaldi - perché è un ambiente insolito, però devo dire che sono soddisfatto del risultato ottenuto, perché secondo me si è riuscito a creare un dialogo interessante tra le opere della collezione di grandi maestri dell'arte contemporanea e, più umilmente, del mio lavoro".Un lavoro che si integra bene nell'ambiente e che aggiunge, per esempio con l'opera ispirata alla carta da parati, un tocco di innegabile originalità non solo concettuale."Sono sempre ammirato - ha spiegato l'avvocato Iannaccone - dagli artisti che hanno il coraggio, in un'epoca nella quale è sempre più difficile innovare mantenendosi nell'ambito di strumenti tradizionali, come sono la scultura e la pittura. Però, proprio perché è una grande sfida, riuscire a dire ancora qualcosa di nuovo per la storia dell'arte utilizzando questi strumenti tradizionali, quando trovo un artista che è capace di farlo. Come Davide Monaldi, lo apprezzo ancora di più".E la mostra, curata come l'intero ciclo intitolato "In pratica" da Rischa Paterlini, potrà essere apprezzata anche dal pubblico, dal 14 novembre al 30 aprile 2016 su prenotazione.