Milano (TMNews) - Sono passati cinque anni dalla morte di David Foster Wallace e per l'occasione in Italia sono usciti due libri importanti: la biografia dello scrittore firmata dal giornalista D.T. Max, "Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi", edita da Einaudi e, fresco di stampa per Minimun Fax, la raccolta di interviste "Un antidoto contro la solitudine". La ricorrenza, però, è anche l'occasione per provare a smontare il "santino" dello scrittore e a smettere, come suggeriva di fare Stefano Bartezzaghi qualche anno fa, di leggere ogni parola di Wallace alla luce del suo suicidio il 12 settembre 2008.La bellezza rasserenante di un discorso come il celebre "Questa è l'acqua" restERà certamente un punto fermo nella storia dello scrittore, ma oggi forse è più utile tornare a leggere il giovane Wallace, quello che scimmiottava Pynchon e Barth, ma intanto portava nuova linfa alla letteratura contemporanea, non solo americana. Forse è il momento di finirla con gli anniversari per pensare solo a quello che ha lasciato scritto, per pensare più alla bibliografia e meno alla biografia. Che, quest'ultima, si è conclusa, come ha ricordato proprio D.T. Max, con un epilogo che non era quello che ci si augurava per lui, ma che è quello che Wallace ha scelto. Tutto ciò che è venuto prima non necessariamente va interpretato solo in quest'ottica.In ogni caso, arrivederci David.