Milano, (TMNews) - Come autore ha firmato i successi di Nek "Lascia che io sia" e "Almeno stavolta", poi ha deciso di cantare ed è diventato una delle voci più autorevoli del folk italiano. Il cantautore piacentino Daniele Ronda, premio Lunezia Etno Music 2013, racconta il nuovo album "La rivoluzione": 11 tracce unite da un filo conduttore. "La ricerca della felicità nelle cose semplici, il legame con la terra, la voglia di rialzarsi di credere in se stessi e realizzare un progetto, un sogno, un futuro. Tutto questo si racchiude bene in questa rivoluzione interiore che parte da noi stessi e va fatta ogni giorno, l'unica realizzabile".Scrivere per gli altri è servito a sperimentare sonorità e stili non suoi: Daniele Ronda ha scelto la strada del folk, dopo aver scoperto l'importanza del legame con le radici. "Io quasi ne sfuggivo, credevo che Piacenza che è una piccola città mi potesse stare stretta: invece ho capito che quel punto di partenza, la stabilità, l'equilibrio, di casa propria, era un valore da non tralasciare".Il disco è il frutto di un'evoluzione musicale, nata da un'esigenza di cambiamento. "C'è stato un momento in cui ho sentito l'esigenza di raccontare me stesso, quello che sono, quello che vedo, quello che sento e mi passa talmente vicino da avere voglia di parlarne".Il tour di Daniele Ronda è partito con l'anteprima nella sua città, al Teatro Politeama di Piacenza. "Non vedevo l'ora di suonare questo disco live, ero andato in astinenza da palco: per me è una fonte continua di energia".