Milano (askanews) - Utensili in volo come galassie in movimento, un Maggiolino messo letteralmente a nudo, un sottomarino impacchettato che perde sale, materiali diversi e media artistici di ogni tipo. Insomma, un vero "Casino". E proprio questo è il titolo della mostra del messicano Damian Ortega che Vicente Todolì ha curato per Hangar Bicocca. Un viaggio tra l'ironico e il dissacrante dentro l'opera di un artista internazionale che ha dato un diverso senso alla stessa idea di scultura."La scultura - ci ha detto - ha gli stessi ingredienti essenziali del linguaggio, delle parole. Quando si osserva un'opera d'arte è come osservare un'opera letteraria, con dei messaggi, delle emozioni".Emozioni che prendono la forma di oggetti molto noti, come il Maggiolino da corsa con il quale Ortega ingaggia una battaglia primordiale in una performance significativamente intitolata "Moby Dick". Oppure la sagoma del sottomarino dei Narcos che Ortega ha ironicamente ricreato in un'opera del 2012. Emozioni che hanno colpito anche il presidente di Pirelli, che sostiene l'Hangar Bicocca, Marco Tronchetti Provera."Vicente Todolì - ha detto - ha portato da noi opere che sono belle da vedere, poi ognuno le interpreta con i propri occhi, ma le cose che emergono da queste opere sono positività, sguardo ironico, uso della materia in modo un po' dissacrante, che fanno di Ortega un grande artista".In questo mondo fantasmagorico e critico, il posto di Ortega è molto mobile. E quando gli chiediamo dove si colloca nel grande sistema dell'arte, l'artista risponde così: "Sono sempre un po' sperduto, c'è un rischio costante. Mi piace molto il titolo della mostra, Casino, che allude a disastri, a disordine. E' una materia suggestiva, il mio spazio è suggestivo in questo spazio mi piace perdermi e incontrare cose nuove".Cose che il pubblico dell'Hangar Bicocca potrà continuare a incontrare fino all'8 novembre prossimo.