Roma, (askanews) - Barack Obama, definito 'erroneamente' primo presidente nero degli Stati Uniti, non è riuscito a contrastare il rigurgito razzista in corso negli Stati Uniti, che ha portato all'uccisione di 5 poliziotti 'bianchi' a Dallas il 7 luglio, in risposta all'ennesima uccisione di un 'nero' nel Minnesota. Ad affermarlo è il musicologo Stefano Zenni, presidente della Società italiana di musicologia afroamericana (Sidma) e docente di storia del jazz e della musica afroamericana nei conservatori di Bologna, Firenze e Pescara, intervistato a margine della presentazione del suo libro "Che razza di musica. Jazz, blues, soul e le trappole del colore" (Edt) durante il festival Umbria Jazz a Perugia.

"Oggi ci si definisce nero attraverso un'autocertificazione, per esempio Obama è metà bianco e metà nero, la mamma è irlandese, il papà kenyota, ma lui sul censimento ha scritto 'black', nero - spiega Zenni, sottolineando - Chi si dichiara nero, chi è black negli Stati Uniti, vive spesso in condizioni di minaccia, di maggiore povertà e di minore accesso alle risorse, in questo senso il rigurgito di razzismo a cui assistiamo negli Stati Uniti oggi mostra che la presidenza Obama purtroppo ha fallito perché non sono cambiate le politiche, e qui, purtroppo ahimè la musica c'entra poco, non sono cambiate le politiche che consentono una più equa distribuzione delle risorse".