Milano (askanews) - Rapper, attore, doppiatore, freestyler, ha vinto Mtv Spit nel 2013 e i suoi video vantano milioni di visualizzazioni su Facebook: il successo sul Web fa da trampolino al lancio del primo album di Shade dal titolo "Clownstrofobia". "Molti pensano che io sia solo un comico e un intrattenitore, qualcosa che ti faccia sempre sorridere: nella realtà dei fatti i panni del clown sono molto stretti, è la claustrofobia da clown, un gioco di parole. Il disco è il momento in cui il clown esce di scena, si toglie i panni, si guarda allo specchio e dice che oggi non ha nessuna voglia di ridere".Il primo singolo "Se i rapper fossero noi" è frutto di una collaborazione con Fred De Palma che ha prodotto una serie di video in cui i due si divertono a giocare con gli stereotipi del rapper. "Abbiamo deciso di finire chiedendoci cosa farebbero i rapper se fossero noi. Sarebbero Shade e Fred De Palma, due rapper che raccontano quello che vivono tutti i giorni, non si inventano di essere chissà che gangster. In questo pezzo non ci siamo presi sul serio, in generale nella vita tendiamo a evitarlo perchè è sintomo di voler copiare gli americani: o hai la credibilità per farlo o è meglio rimanere nel tuo".Nel disco non manca la critica sociale: in "Disco d'horror" dice "qui in Italia hanno tutti paura dei clandestini, sono pieni di santini tutti sani e Salvini". Sotto accusa nel primo singolo c'è anche il popolo dei social. "Tutti vogliono diventare Web star, persone di successo, fare tanti like e views magari non avendo nessun talento e per loro il fine è riusicre a mettere una foto e dire ho fatto 10mila like. Per me la soddisfazione è tutt'altra cosa, è fare un concerto con 10mila persone".La tv ha contribuito a farlo conoscere, ma Shade non è mai passato da un talent: una scelta che rivendica. "Ho preferito, ninostante avessi richieste dai talent, fare un percorso parallelo che negli anni va sempre in crescendo".