Roma, (TMNews) - Da Guercino a Caravaggio. Le 45 opere in mostra a Palazzo Barberini a Roma sono un altro dei tesori dell'arte italiana salvato dall'oblio grazie ad un ricco mecenate straniero capace di vedere lontano. Sir Denis Mahon, inglese innamorato dell'Italia, fu tra i primi a divulgare e difendere la preziosità del Barocco italiano, comprendendo che l'arte sacra del '600 italiano, nonostante il velo cupo steso dalla censura del Concilio di Trento, era firmata da maestri che avrebbero superato i secoli imponendosi ai giorni nostri con i nomi di Caravaggio, Guercino, Annibale Carracci, Guido Reni.Mahon, nella sua lunga vita dedicata allo studio della storia dell'arte, ha raccolto un campionario d'eccellenza dei capolavori di questi maestri in una della più importanti collezioni private al mondo. Un tesoro che Mahon, nel 2011 alla sua morte, ha regalato alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, sua città d'elezione."La mostra si chiama 'Da Guercino a Caravaggio' - ha spiegato Anna Coliva, curatrice della mostra e direttrice della Galleria Borghese di Roma - perchè attraversa tutti i contemporanei di quell'epoca: Guido Reni, Annibale Carracci, Nicolas Poussin,offrendoci il quadro di un secolo straordinario. Nei primi 30 anni del '600 a Roma si produce la più bella pittura, e si concentrano studiosi, artisti, ricercatori, pittori. Roma diventa come Parigi all'inizio del '900. Noi adesso sappiamo che quello fu un momento glorioso, ma questa consapevolezza è di recente aquisizione. Oggi tutti sanno chi è Caravaggio ma non è stato sempre così, tutti questi pittori erano stati completamente disconosciuti, dimenticati a causa di una sensibilità molto diversa che ha attraversato l''800. E' stato Sir Denis Mahon che ha compiuto una straordinaria opera di rivalutazione. Negli anni '30 ha iniziato quest'avventura quando il gusto pittorico verso un Carracci o un Reni era completamente estraneo alla sensibilità dell'epoca. E' stato grazie ai suoi studi che quell'arte è diventata molto apprezzata e quindi molto costosa. E' stato un padre dell'arte italiana".La collezione Mahon testimonia come i pittori dell'epoca cercarono di proiettare la pittura oltre le retoriche e severe cornici dell'arte sacra della Controriforma. "Quello che dobbiamo a Sir Denis - ha aggiunto Coliva - è enorme perchè capiamo come nel '600 ci fosse un desiderio di emanciparsi da un'arte schematica, devozionale per arrivare a riguardare la natura, la realtà. Che lo facesse Annibale Carracci o Caravaggio con il suo stile o Guido Reni con il proprio, il risultato fu una grande rivoluzione nella pittura".Alla mostra allestita grazie alla lungimiranza di Sir Mahon hanno tuttavia contribuito anche altri esperti ed estimatori del '600 italiano. "Ci sono opere di collezioni private, come il San Pietro penitente di Guido Reni di una collezione privata romana, la Collezione Mainetti. Anche capolavori che arrivano da grandi musei, tra l'altro dalla Galleria Borghese. Ma sono particolarmente contenta - ha chiosato Coliva - del ritorno di una tela di Guercino, La Madonna del passero. Un'opera sublime di tenerezza e contatto con la realtà, apparteneva a Scipione Borghese ma nell''800 fu venduta. Sir Mahon, la ricomprò per donarla, alla fine, alla Pinacoteca di Bologna".La Galleria Nazionale d Arte Antica in Palazzo Barberini, in collaborazione con la soc. Beni Culturali e con il sostegno di The Sir Denis Mahon Charitable Trust, hanno organizzato la mostra che resterà visibile fino all'8 febbraio 2015.Il progetto, a cura di Mina Gregori, è stato realizzato con la collaborazione del Trustee della Fondazione Mahon. Oltre ad Anna Coliva, ha dato il suo contributo Serjei Androsov, direttore del Dipartimento dell'arte europea occidentale dell Hermitage Museum.