Roma (askanews) - Dopo "Caravaggio Segreto", esce "Raffaello Segreto - Dal mistero della Fornarina alle Stanze Vaticane", il nuovo libro dello storico d'arte e scrittore Costantino D'Orazio. Un volume di particolare attualità, mentre sono in corso tre mostre dedicate al genio del Rinascimento in Itali: a Roma "Raffaello, Parmigianino e Barocci", poi alla Venaria di Torino "Raffaello, il sole delle arti" e la terza al Palazzo Reale di Milano "Da Raffaello a Schiele"."Raffaello più degli altri, riesce in qualche modo a raccontare le passioni più intime degli uomini, ma soprattutto delle donne", spiega D'Orazio, secondo il quale solo con la pittura di Raffaello la sensualità e la passione entrano in gioco all'interno della storia dell'arte. "Le donne di Raffaello - rivela - non sono enigmatiche, anche se la Fornarina resta un grande mistero, sono donne vere con carne che seduce, anche perché lui era un grande seduttore".Raffaello, nato a Urbino nel 1483, ha fatto fortuna a Roma: "Lui arriva a Roma un po' all'improvviso, si trovava a Firenze nel 1508, e abbandona senza neanche averla completata una grande pala d'altare che gli era stata commissionata nella città. Arriva a Roma - prosegue D'Orazio - e viene inserito nel cantiere delle Stanze Vaticane, dove già stavano lavorando dei grandissimi pittori, come Perugino, il Sodoma, Lorenzo Lotto, e gli basta dipingere un piccolo rettangolo per convincere il Papa, Giulio II, che fosse lui a meritare di dipingere tutte le stanze".Il genio del Rinascimento qui "fa un'operazione inaspettata perché non cancella e non allontana gli artisti che ha trovato, ma collabora con loro, facendo capire come Raffaello sia un grande cortigiano, un uomo che sa tenere rapporti con i suoi colleghi, ma anche con la corte del papa, grazie alla sua grande affabilità", aggiunge. E inoltre "va in gita a Tivoli, con Baldassar Castiglione e i cardinali più in vista dell'epoca, tanto da arrivare al momento in cui, poco prima di morire, Vasari rivela, che papa Leone X lo stava per far diventare cardinale, sarebbe stato un evento unico per la storia dell'arte".All'epoca infatti potevano dei civili potevano diventare cardinali, motivo per cui molti avevano figli.Com'erano i rapporti con Leonardo e Michelangelo in quel periodo?"Raffaello è stato un grande saccheggiatore dei maestri più grandi d'età di lui. Il suo è un lavoro estremamente camaleontico - sottolinea lo storico dell'arte - perché quando si trova a Firenze nella bottega di Leonardo comincia a dipingere esatta en te come lui, quando poi arriva a Roma conosce la scultura e la pittura di Michelangelo e viene influenzato anche dal suo lavoro. Ha tuttavia un grande rispetto di questi artisti, ma assorbe, cercando poi di rimescolare il loro stile. Poi dal punto di vista umano ha un'adorazione totale per Leonardo, tanto da collocarlo da protagonista nelle vesti di Platone nella Scuola di Atene e invece non sopporta Michelangelo, soprattutto perché Michelangelo era un burbero. Lo collocherà dentro la Scuola di Atene solo all'ultimo minuto - svela - perché glielo chiede il papa, altrimenti lo avrebbe escluso da quel grande ritratto della corte pontificia".