Venezia (askanews) - Cinquantuno anni dopo la storica Biennale del 1964, che fportò in Europa i grandi americani del secondo Novecento, Cy Twombly, uno dei protagonisti di quella edizione, torna a Venezia. La Galleria internazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro dedica infatti all'artista scomparso nel 2011 una importante retrospettiva, intitolata Paradise proprio perché per Twombly l'arte era quel paradiso terrestre dove le esperienze e le emozioni del passato venivano recuperate e trasfigurate nel presente. E la sua arte, una pittura che a volte era molto forte, a volte delicata al punto da divenire puro segno, un passo oltre la scrittura, ha cercato di conciliare la tradizione della pittura europea con il gesto dell'astrazione che ha segnato la generazione americana venuta subito prima di lui.Guardando le grandi tele colorate piuttosto che i tratti inconfondibili e ripetuti, è possibile capire la "terza via" incarnata da Twombly nella sua personale ricerca per superare l'Espressionismo astratto: non il Pop di Wahrol e Lichtenstein, non il New Dada di Rauschenberg e Johns, ma qualcosa di ancora diverso, nel quale possono coesistere sia il disegno, sia la scrittura, sia le gocce e gli spruzzi di colore più gestuali. L'astrazione rimane, ma nell'opera di Twombly appare ancorata più saldamente alla realtà, e più disposta a mettersi in confronto e in relazione con essa.La mostra veneziana, curata da Julie Sylvester e Philip Larrat-Smith, sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre.