Roma, (askanews) -Lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet, spiega la differenza tra giocatori "patologici e non", sostenendo che i primi assomigliano ai bulimici, perché vogliono umiliarsi, vogliono perdere al gioco, mentre i secondi sono coloro che stanno attenti e anche giocando lo fanno per ottenere una vincita di denaro."Dal punto di vista psicologico c'è una compulsione alla base di questo comportamento. Se è una compulsione inibita: 'Io vorrei andare a giocare, ma ci vado poco perché sennò mi rovino, ci vado ogni 15 giorni, questo non è un giocatore patologico - ha detto a margine dell'evento "Gioco legale: parliamo a carte scoperte", che si è svolto a Roma - Il giocatore patologico è quello che pur sapendo che si mette nei guai, che deve chiedere dei soldi a prestito gioca, perché vuole perdere, non vuole vincere. Il giocatore non patologico vorrebbe vincere e si illude, perché poi perdono tutti, come tutti sanno. Il giocatore patologico è quello che vuole perdere, vuole disprezzarsi. Vuole umiliarsi è un po' come la bulimica, che non vuole mangiare, vuole vomitare. E' lo stesso meccanismo".