Zongo, Repubblica democratica del Congo (askanews) - Le sue mani sono state benedette dal Papa. E non per una semplice formalità dato che hanno aiutato 34mila neonati della Repubblica democratica del Congo a venire alla luce.Maria Concetta Esu è una suora italiana giunta in Congo nel 1959 per operare come ostetrica. Oggi, a 81 anni suonati, continua a lavorare negli ambulatori di Zongo, cittadina sulla sponda meridionale del fiume Ubangi, nonostante i conflitti e la drammatica instabilità che sconvolge le regioni nord-occidentali del paese.Piccola e occhialuta, suor Maria ha passato oltre mezzo secolo in questo paese seduto a cavallo dell'Equatore, clima e panorami molto diversi dalla sua natia Sardegna, testimone della storia del Congo, dal passaggio all'indipendenza alla disintegrazione dello Stato nel vortice delle ricorrenti guerre civili. Passata attraverso saccheggi e violenze, ha sfiorato la morte in diverse occasioni, sempre salvata all'ultimo istante perché contribuiva "a dare la vita" in un mondo sconvolto dalla morte.Vederla perennemente indaffarata nella clinica del suo ordine religioso, le Figlie di san Giuseppe di Genoni, non lascia sospettare la sua età. Infermiera specialista in medicina tropicale, fluente nel lingala, la lingua più diffusa nella regione, suor Maria si è guadagnata l'affetto di tutti, un amore ricambiato.Suor Maria non intende nemmeno prendere in considerazione un piano di evacuazione in caso di crisi. "Voglio rimanere qui, dichiara con determinata serenità. Non sarò mai un disertore. Ho dato la mia vita qui e qui lascerò anche le mie ossa".(Immagini Afp)