Roma, (askanews) - Da giorni la musica invade le strade di Vienna, dove il 23 maggio si terrà la finale dell'Eurovision Song Contest. Se per l'Italia ci saranno i tenorini del Volo, a risplendere nella capitale austriaca sarà però Conchita Wurst, la cantante austriaca vincitrice dell'edizione 2014 simbolo della comunità gay-lesbo dell'Austria e oggi conduttrice di successo: "L'Eurovision songcontest è ovviamente una piattaforma dove esprimere le proprie opinioni. Non penso che devi farlo per forza, ma nel mio caso è stato molto importante cogliere quest'occasione per dire qualcosa che mi veniva dal cuore".L'Eurovision Song Contest è anche un evento molto caro, costato quest'anno 41 milioni di euro. Nel 2014 200 milioni di persone hanno seguito la competizione in tutto il mondo. Una soglia che gli organizzatori sperano di sfondare grazie a dei partecipanti molto attesi, come il quartetto punk formato da artisti finlandesi con la sindrome di down o autistici, o un candidato australiano che per la prima volta rappresenterà il suo Paese.La celebre competizione musicale, arrivata alla sessantesima edizione, è diventata ormai una sfida tra Paesi europei. Lo storico, esperto di Eurovision Dean Vuletic: "Alcuni mi dicono di odiarlo, altri di adorarlo, ma tutti hanno sempre qualcosa da dire sul concorso e ciò spinge la gente a pensare all'Europa e agli altri europei e di come siamo tutti collegati gli uni agli altri".(immagini Afp)