Santiago del Cile (askanews) - Negli anni '90, il Cile aveva contratto una febbre virale e contagiosa, un entusiasmo misterioso, improvviso quanto incoercibile per le scimmie che, purtroppo, ha solo finito per fare la fortuna dei trafficanti di animali.Oggi oltre un centinaio di questi primati si dividono gli spazi di un centro di riabilitazione a Penaflor, comune nei pressi di Santiago del Cile, dopo essere stati recuperati da circhi, laboratori o da proprietari privati infastiditi dalla loro ormai ingombrante presenza. Con l'obiettivo di curare i loro traumi e, talvolta, le loro dipendenze.Nicolas è una scimmia cappuccino. Ma è anche un ex alcolista. I suoi proprietari, che l'esibivano nel loro negozio di Santiago, l'avevamo reso dipendente dall'alcol e dalle sigarette. Per divertimento. Quando è arrivato in questa centro di recupero per primati, oltre 15 anni fa, ne era totalmente dipendente."Quando è arrivato qui, racconta una veterinaria del centro, abbiamo dovuto sottoporlo al trattamento prescritto per gli umani alcolisti, compresi i farmaci antidepressivi. Un trattamento che ha richiesto del tempo, un periodo durante il quale non ha mai smesso di chiedere alcol".Nel centro sono ospitate 165 scimmie che erano state costrette a vivere in un ambiente inadatto alla loro natura selvaggia. E che spesso ne portavano le tracce, pellicce degradate, mutilazioni, traumi psichici. Lo scopo del personale del centro di Penaflor è reinsegnare ai primati i comportamenti innati, propri della specie.Compito non facile. È quasi sempre impossibile reinserire gli animali nel loro ambiente d'origine. Ormai incapaci di sopravvivere nella natura, rischierebbero oltretutto d'infettare i loro congeneri con i virus acquisiti in ambiente domestico.Come Nicolas, ex alcolista e tabagista forzato, saranno costretti a passare il resto della loro vita dietro le sbarre.(Immagini Afp)