Milano (Askanews) - Entrando nel grande atrio della Triennale di Milano ci si imbatte in una serie di tavoli da pranzo sui quali fanno bella mostra di sé generi alimentari di vario tipo. Sembra quasi un grande picnic, al quale però mancano i partecipanti, i commensali. È in realtà la mostra "Razione K", curata da Giulio Iacchetti per il Triennale Design Museum, dedicata ai pasti che i militari di vari Paesi del mondo portano con sé in combattimento. Una tipologia di cibo e altri generi di primissima necessità per i quali è fondamentale l'efficienza e la praticità, ma che devono anche garantire ai soldati i sapori e le caratteristiche nutritive di un pasto normale. Insomma, come ha detto la direttrice del museo del Design Silvana Annicchiarico, un'idea di alimentazione ordinaria in condizioni straordinarie, nelle quali è addirittura in gioco la vita delle persone. E così ecco (da 0'31 ) quello che portano in battaglia i soldati americani, con perfino la ratatouille e una torta con mandorle e semi di papavero. Accanto a loro, forse in onore del bipolarismo della Guerra fredda, la razione K dei russi (da 0'38), con goulash, due tipi di paté e il lardo salato. Il mitico esercito israeliano ( da 1'51) punta sulle polpette con riso e sugli involtini di foglia di vite, mentre l'Italia (da 2'29) offre ai suoi soldati ravioli al ragù, pasta e fagioli e latte condensato. Interessante, ovviamente, il confezionamento degli alimenti e le loro proprietà di conservazione in condizioni estreme, in particolare per lo sguardo del Triennale Design Museum, per definizione legato alle dinamiche di progettazione di strutture e oggetti. E le razioni K, con la loro obbligatoria sobrietà, sono anche uno spunto di riflessione in vista dell'Expo di Milano che analizzerà il tema del cibo in tutte le sue sfumature.