Roma (askanews) - L'attore e regista francese Roschdy Zem porta sullo schermo la storia del primo artista nero che ebbe successo in Francia nel film "Mister Chocolat", interpretato da Omar Sy, già protagonista di "Quasi amici". Chocolat, nato Rafael Padilla, figlio di una coppia di schiavi africani, arrivò da solo in Europa nella seconda metà dell'800, e dopo anni di povertà e stenti incontrò il clown Footit, con cui formò una coppia comica che conquistò il mondo del circo e la Parigi della Belle Epoque. Nonostante il suo successo fu vittima di razzismo, discriminazioni, e anche a causa dei suoi vizi e dei suoi debiti finì in povertà, e totalmente dimenticato, fino all'uscita del film.Il regista ha spiegato: "Leggendo gli articoli dell'epoca si parlava di lui come di un negro, e nello stesso momento la Francia denunciava la violenza che negli Stati Uniti si esercitava sui neri. Io credo che la Francia non sia stata fiera del modo in cui ha trattato Raphael Padilla, e questo forse è il motivo per cui ha un po' voluto dimenticare quest'uomo. L'ha rimpiazzato in qualche modo con Josephine Baker, credo, che finora è stata considerata la prima artista nera in Francia".Il film, con molta poesia, racconta anche molto di oggi: di immigrazione, integrazione, diversità, emarginazione. "Ci sono delle sequenze che sono un po' il riflesso di ciò che ci sciocca, ci fa arrabbiare oggi. Naturalmente attraverso un film mandi un messaggio, anche subliminale, sui flagelli che vedi intorno a te. E' un modo per denunciare, per dire: guardate, questa storia è accaduta cento anni fa ma oggi non siamo andati molto avanti in alcuni settori. E' un po' un modo per indicare un cammino e le lotte che bisogna ancora fare".