Milano (askanews) - Dopo 162 giorni di apertura al pubblico, si è chiusa a Milano la XXI Triennale internazionale. I numeri parlano di oltre 476mila visitatori, dei quali circa 150mila paganti, mentre gli altri hanno preso parte a eventi gratuiti, diffusi in molti - forse troppi, ci si può chiedere con il senno di poi - luoghi diversi del capoluogo lombardo e dei comuni vicini. Il presidente della Triennale, Claudio De Albertis, ha fatto il punto alla fine della grande kermesse dedicata al Design after Design. "Sicuramente - ha detto ai cronisti - siamo soddisfatti del numero di presenze delle persone e in assoluto può non volere dire molto, però dà un segno dell'attenzione verso l'istituzione".

"Vi assicuro - ha aggiunto poi De Albertis - che organizzare di nuovo la Triennale internazionale non è stata una decisione così facile, vi assicuro che è stato uno sforzo notevole. Nessuno in giro per il mondo se ne ricordava, e quindi questa è stata la XXI edizione, ma anche una sorta di numero zero. Abbiamo dovuto testare tutto il meccanismo, per capire cose positive ed errori. Io credo che nessuno, neppure la persona più testarda, possa camminare su una strada senza ammettere se ci sono stati errori da correggere. Ne usciamo con soddisfazione e ne usciamo però, non lo nascondo, anche con interrogativi.

Interrogativi che riguardano la formula diffusa, che molto probabilmente verrà ripensata e, per la prossima XXII Triennale è facile ipotizzare un numero minore di sedi espositive, ma anche le partecipazioni internazionali e la loro qualità. "Siamo assolutamente aperti - ha concluso De Albertis - per correggere il tiro e a cercare di andare avanti nella maniera migliore possibile".