Mantova (askanews) - Dopo cinque giorni di grande intensità, anche per il caldo, e quasi 300 appuntamenti, va in archivio a Mantova anche la XX edizione di Festivaletteratura, e per gli organizzatori, come Luca Nicolini, è il momento di tirare un poco le somme.

"Il bilancio di questa edizione - ci ha detto - è un bilancio straordinariamente interessante per noi, perché abbiamo fatto una grande festa dei vent'anni, all'interno della quale però abbiamo anche detto che il festival aveva una sua normalità che lo contraddistingueva".

Una normalità che fa del festival in qualche modo un pezzo della città, un luogo - diffuso e temporaneo - che ha però una sua geografia sentimentale che ogni anno si rinnova.

"Quello che io più ho notato - ha proseguito Nicolini - è che, pur nelle dimensioni totalmente cambiate dal primo anno, e anche su questo bisognerà vedere cosa succederà nel futuro, pur nelle dimensioni totalmente cambiate dal primo anno, ho risentito e rivedo all'interno della frequentazione del festival, della città, di come vengono fruite tutte le manifestazioni e tutti i luoghi nei quali si tengono gli incontri, lo stesso spirito del primo anno".

E così nella città dei Gonzaga uno come Alessandro Baricco è diventato di casa e, per esempio, un Jonathan Coe è stato a sua volta accolto con grande entusiasmo. Ma per gli organizzatori è tutta la comunità, fatta dai mantovani e dal pubblico venuto da fuori, ad avere decretato il senso di questa edizione, ma anche una strada per il futuro di Festivaletteratura.

"Un programma così difficile, complesso e così grande anche nelle dimensioni, poteva rischiare di creare una sorta di affaticamento - ha concluso Luca Nicolini-. Invece abbiamo ritrovato quest'anno, in modo molto forte rispetto agli anni scorsi, un clima che non trovavamo dai primi anni".

E da qui, probabilmente, si riparte per i prossimi vent'anni.