Milano (askanews) - Una mostra a Brescia sui Water Projects e un grande progetto sul Lago d'Iseo. Christo, anche dopo la scomparsa della compagna Jeanne-Claude, resta al centro della scena artistica contemporanea. E Germano Celant, che ha curato l'esposizione che aprirà in aprile nel Museo di Santa Giulia a Brescia, inquadra il lavoro dei due artisti in una prospettiva storica, partendo dalla considerazione che hanno compiuto uno scatto sul piano del rapporto urbano. "Christo e Jeanne-Claude - ci ha spiegato - si sono scatenati all'esterno, ma non da un punto di vista di intervento permanente, che è un'altra parte interessante, ma di fatto bisogna capire che loro nascono in un momento, il 1959-60, in cui si affermano l'environment e l'happening, quindi Christo con i primi barili a Parigi realizza proprio questa congiunzione tra environment ed happening".Un'operazione divenuta iconica, che passa dai celebri "impacchettamenti" di monumenti come il Bundestag di Berlino o gli interventi a Central Park a New York. "E' un po' il tentativo di unire tutte le componenti del mondo dell'arte - ha aggiunto Celant - senza diventare narcisistico o privato, perché poi l'effetto è il lavoro, i disegni sono sempre preparatori. Quindi chi colleziona non collezione mai il lavoro, che è anche interessante perché rende difficile la dimensione, non del mercato, perché poi deve sopravvivere sul mercato, ma crea un'arte che si avvicina ai land artist, ma non lo è, perché è effimera".Anche i Floating Piers nel Lago di Iseo esisteranno solo per un periodo di tempo limitato, ma il lavoro di Christo si misura con strumenti che prevedono un concetto più ampio di durata.