Roma, ott. (askanews) - Elio Germano, Claudio Amendola e Pierfrancesco Favino, tre grandi attori tutti romani, commentano il futuro di Roma, all'indomani delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino."Dopo Marino, c'è Albano, i Castelli, Velletri", scherza Germano.Amendola aggiunge: "Sarebbe lunga, siamo stanchi, non ce la faccio a risponderti seriamente. Non ho speranze, a meno che i romani non facciano una cosa eclatante tipo le '5 Giornate di Milano', mettendo a ferro e fuoco la città. Senza un netto segno di discontinuità non credo cambierà qualcosa".Favino invece chiede a tutti di rispettare "la sua Roma": "Io posso decidere o no di rispettare la città dove vivo, occuparmi del mio quartiere, darmi da fare e in qualche modo forse essere da esempio io a chi la deve governare. Una caratteristica dei romani è quella di aspettarsi che qualcun altro se ne occupi. Roma è nostra. Il Colosseo è mio anche perché ci pago pure le tasse. La strada dove abito ci pago le tasse, io stesso però devo dare l'esempio, per poi poter dire 'quelle tasse sono buttate'. Se io non rispetto casa mia, non vedo perché poi qualcuno mi debba mettere a posto casa".