Milano (askanews) - Vetri rotti, un garage e il senso dell'armonia infinita. Andrea Francolino, uno dei più interessanti interpreti della scena del contemporaneo in Italia, porta a The Open Box a Milano il suo progetto "Caso x Caos x infinite variabili", con la curatela di Giorgio Fasol. Una serie di lavori che, come ci ha spiegato l'artista, partono da un ritrovamento casuale.

"Ho trovato un vetro rotto - ha raccontato Francolino ad askanews - l'ho portato in studio, non sapevo cosa potesse nascere da questo e poi ho scoperto che il segreto del vetro rotto era il vetro rotto stesso".

Questa scoperta ha quindi fatto sì che l'artista decidesse di replicare la forma della rottura su altri tre vetri, che poi ha accostato al pezzo originario ruotandoli e ribaltandoli, in modo da ottenere un'amplificazione estetica del segno.

"La tecnica di questo lavoro - ha aggiunto Francolino - è estremamente complicata, infatti qui abbiamo dei vetri: tutto ciò che di solito è considerato superfluo nell'arte, come il vetro o la cornice, diventano l'elemento di questo lavoro. Sono quattro strati di vetro: il primo si è rotto casualmente in un qualsiasi evento, gli altri tre sono stati tagliati da me nella stessa maniera in cui si è rotto il primo, accostandoli poi in versi opposti, il risultato è l'esatta dicotomia contraria: quella dell'armonia. Lì dove era nata casualmente una rottura disarmonica ora c'è un'armonia, in questo caso un'armonia infinita".

Sulla parete principale del Box diretto da Gaspare Luigi Marcone, già luogo-testimone di diversi esperimenti dal respiro molto più ampio della semplice planimetria dei muri bianchi del garage, si stende un'idea, un'immagine di quel caos che, scrivono Francolino e Fasol in un testo esplicativo, "è presente ovunque ed è un ordine complesso ed enigmatico che a oggi, dopo millenni di studi, ancor sfugge alla comprensione e alla percezione umana".

"Caso x Caos - ha concluso Andrea Francolino - va a rivelare come le infinite variabili di un caso incontrollabile, manifestano delle direzioni incalcolabili da parte dell'uomo. E questo se lo si traduce nella vita di tutti i giorni, nella natura, nel cosmo, si perde un po' il senso e la bussola verso le infinite variabili. In questo caso il lavoro fa perdere un po' la bussola, perché io non so mai, dopo che mi arriva un vetro rotto, che direzione può prendere, quale armonia può nascere da questo lavoro".

La mostra a The Open Box resta aperta al pubblico, su appuntamento, fino al 30 agosto.