Roma (askanews) - Il caso, il sacrificio e la forza di volontà: sono gli ingredienti del successo per Valerio Aspromonte, campione olimpico nel fioretto a squadre a Londra 2012. Un percorso che ha avuto nella famiglia, nel maestro e nel gruppo sportivo i suoi pilastri."Sono diventato uno schermitore un po' per caso quando all'età di otto anni ho provato la scherma a scuola e ho capito che poteva essere il mio sport. Poi, come accade a tutti i campioni, ci sono voluti impegno, tensione, forza di volontà e tanto sacrificio per crescere piano piano. Senza tutte queste coincidenze e concomitanze non credo che sarei riuscito"."In questo percorso - ha spiegato Aspromonte - sono stati fondamentali il mio maestro, che mi ha cresciuto dall'età di otto anni fino ad oggi, Salvatore Dinaro che ringrazio. E la mia famiglia, perché mio padre e mia madre hanno voluto fortemente che continuassi anche quando all'età di 14-15 anni, quando inizii a guardarti intorno e sei un po' distratto. Loro invece mi hanno aiutato a concetrarmi sulla scherma. E poi ringrazio il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle perché senza di loro a darmi una mano dal punto di vista economico e delle strutture, non sarei arrivato dove sono".Quanto al futuro, la speranza di Aspromonte è in Italia. "Vedo roseo, mi mancano ancora 4-5 anni di scherma ad alto livello almeno spero. Poi quello che vorrei fare veramente è il tecnico sportivo nelle Fiamme Gialle. Il mio sogno sarebbe di riuscire a portare uno o due bambini alle Olimpiadi. Spero di riuscire a fare tutto ciò in Italia: ho un fratello che per motivi di lavoro è dovuto andare all'estero e non vorrei proprio dover fare io anche quella scelta".