Milano (TMNews) - Lo scandalo corruzione in italia tocca anche gli animi nobili della letteratura italiana. A Palermo per aprire il festival dell'editoria indipendente "Una marina di libri", Andrea Camilleri ha voluto dire la sua sui recenti scandali all'Expo di Milano e al Mose di Venezia."Io credo molto semplicemente - ha detto - che ci stiamo trovando in un momento in cui si sta raschiando il fondo della corruzione in Italia. Credo che stiamo arrivando ad un punto di non ritorno. E quindi ho la speranza che questa piramide di Cheope, o piramide di fango, possa implodere di per se stessa, per eccesso di corruzione".Tornando a parlare di libri e del suo commissario Montalbano, Camilleri ha rivelato che avrebbe voluto fermarsi al secondo romanzo "Il cane di terracotta", perché non immaginava per il poliziotto di Vigata uno sviluppo seriale."E' stato il successo del personaggio a costringermi realmente a continuare".Quasi autoironica, infine, la battuta conclusiva sulle sue proverbiali manie da fumatore, trasformate da Fiorello in una gag di successo."Le sigarette non possono essere una ragione di vita, ma sono un vizio. La scrittura è una ragione di vita".