Roma (askanews) - Il suo film in Francia è stato un vero e proprio "caso": Thomas Cailley, regista esordiente di 35 anni, con il suo "Les Combattants" ha vinto ben tre César, gli Oscar francesi, e conquistato il pubblico d'oltr'Alpe. Dal 16 aprile il suo film arriva nelle sale italiane con il titolo "The fighters". Il regista, ospite a Roma del festival "Rendez-vous", racconta come è nata questa pellicola molto originale che racconta l'incontro-sfida di due ragazzi, che cercano nella vita esperienze estreme, ed evolvono insieme superando ogni limite."Volevo raccontare una storia d'amore, ma non saprei mai scrivere una commedia romantica. Un giorno mi è capitato di vedere in tv uno di quei programmi ridicoli su persone che si lanciano in sfide estreme: mi ha affascinato quest'idea che per alcuni la vita non basta più e la sopravvivenza rappresenta un valore superiore. Mi sembrava un buon punto di partenza per una storia d'amore: un 'sopravvissuto' può innamorarsi?".I bravissimi protagonisti, Adèle Haenel e Kevin Azais, si sfidano in continuazione nel film, e crescono e si scoprono tra un'esercizio estremo e l'altro. "L'idea alla base del film è che i personaggi sono sempre in azione: costruiscono, pescano, cacciano, fanno l'amore. Sbagliano molte cose ma si rialzano e ricominciano, e trasmettono anche l'energia di una generazione. Il film è come un'iniziazione, una commedia di formazione.Dopo tutti i premi ricevuti Cailley ha scritto una commedia sulla primavera araba, "J'ai dégagé Ben Ali", e ora è al lavoro su un progetto top secret, ma non si è montato la testa. "I premi sono stati per tutta la squadra che ha lavorato nel film: è stata un'iniziazione per me, per gli attori, il produttore, lo scenografo. Ottenere tutto ciò per il primo film è stato straordinario". "Ora credo solo che ci sarà più attesa per il secondo film: considero questo successo un incoraggiamento, un benvenuto, e una spinta positiva per proseguire su questa strada".