Sofia (askanews) - È l'ultima frontiera organizzata della miseria contemporanea. O almeno una delle ultime: vendere il figlio appena nato per mettersi in tasca un pugno di euro. All'interno della comunità rom della Bulgaria la pratica si è radicata da diversi anni. Un business lucroso per alcune madri e, soprattutto, per i trafficanti di una paternità a ogni costo, anche se rubata.Questo sconvolgente e umiliante mercato si svolge con la complicità di altre famiglie disperate oltre la frontiera con la Grecia. Nel villaggio di Ekzarh Antimovo non si stupisce nessuno ma pochi osano parlarne a viso aperto."Una donna è appena rientrata dalla Grecia la settimana scorsa" rivela una testimone diretta donna a patto di restare anonima. "Ha venduto laggiù il bambino appena nato e poi è tornata. È il terzo figlio che abbandona. L'abbiamo visto incinta, se ne andata in Grecia per una settimana e quando è tornata non aveva più il bambino. Ci ha detto che era morto in Grecia".Nella vicina città di Kameno molte grandi case che appartengono a presunti trafficanti di neonati testimoniano i guadagni di questo contrabbando d'innocenti. Una trafila ormai consolidata, come spiega Maria Ivanova, direttrice dell'asilo di Kameno."Quando una donna resta incinta e decide di vendere il bambino se ne va in Grecia. Là i futuri genitori adottivi si prendono cura di lei sino al parto. Poi va dal notaio con il marito e dichiara che quest'ultimo è il padre biologico del bebè. La coppia può tenersi il bambino mentre la donna torna in Bulgaria con il denaro promesso dai trafficanti di neonati".Le donne sono le prime vittime di questo traffico. Ma anche le prime beneficiarie. Per questo rifiutano di collaborare con le autorità. Secondo i dati, ogni madre riceve tra i 1.800 e i 3.600 euro a cessione. Somme notevoli in Bulgaria dove il salario medio è di 400 euro al mese. I trafficanti colti sul fatto e processati negli ultimi anni si sono visti infliggere pene leggere con il beneficio della sospensione della pena. Il circolo omertoso e mafioso delle complicità e delle connivenze del contrabbando d'innocenti appare sempre più esteso e radicato.(Immagini Afp)