Francoforte (askanews) - E' la fiera più importante in Europa per l'editoria libraria, ma anche un momento di riflessione critica sullo stato della cultura più in generale. La Buchmesse di Francoforte, in questa 67esima edizione, conferma lo stato di salute, complessivamente migliore rispetto al recente passato, del mondo dell'editoria internazionale e, in particolare riflette la necessità di modificare, anche in ambito culturale, le strutture troppo rigide, prediligendo invece la forma più liquida, ma non per questo meno efficace, del network.E così si mobilitano le persone: editori, autori, commentatori: l'universo variegato che ruota intorno all'editoria del pianeta si affolla sulle scale mobili della Fiera di Francoforte trasmettendo una sensazione di energia e di dinamismo che fanno ben sperare per il futuro di un'industria culturale che è cruciale, ma che, e il caso dell'Italia è paradigmatico, in alcuni contesti continua a soffrire troppo.Ma la Buchmesse, in questo senso allineata a un mondo culturale tedesco contemporaneo che ha nel proprio Dna la riflessione critica, è anche il momento in cui si ricorda a tutti che la letteratura ha il compito di sollevare i problemi, la missione, e lo ricordano dichiaratamente i promotori della fiera, di mettere in discussione le opinioni correnti. Perché solo così tutta la tecnologia e le opportunità del presente si possono trasformare in una vera idea di progresso.Un progresso che abbiamo sentito vibrare sotto la luce dell'arcobaleno di Anselm Kiefer, artista simbolo della Germania contemporanea, che è ora collocato in HangarBicocca a Milano a ricordare la Storia della salvezza tedesca. Che in fondo, essendo una metafora culturale, è anche la nostra.