Milano (askanews) - Il ruolo da duro non poteva che essere un destino già scritto per Bruce Willis, nato fra i militari di una base americana nell'ex Germania ovest, da madre tedesca a padre statunitense e poi cresciuto nel New Jersey. Da lì l'attore ha dato il via alla carriera che lo ha fatto diventare una delle icone di Hollywood, re dei film d'azione, un ruolo non scalfito neanche adesso che ha compiuto 60 anni (traguardo raggiunto il 19 marzo 2015).Fisico imponente, sguardo ironico, Bruce Willis ha cominciato a farsi conoscere con una serie tv "Moonlight", poi ha esordito da protagonista al cinema con "Appuntamento al buio" di Blake Edwards, ma il successo vero lo deve ad un nome e cognome precisi: John McClane, il poliziotto che salva sua moglie, New York e il mondo intero più volte, ma senza mai rinunciare all'ironia, in "Die Hard", serie cominciata con "Trappola di cristallo" nel 1987.Una consacrazione. Eppure il duro di Hollywood non si è mai tirato indietro, e ha sperimentato generi cinematografici diversi, passando dalla commedia nera "La morte ti fa bella", a film visionari "L'esercito delle 12 scimmie", a thriller paranormali come "Il sesto senso". È stato pugile per Quentin Tarantino in "Pulp Fiction", poliziotto per Wes Anderson in "Moonrise Kingdom" e per Robert Rodriguez in "Sin City", tassista nel fantascientifico "Il quinto elemento", se stesso in "Ocean's twelve".Il cantante invece lo ha fatto davvero nella vita reale, dove ha pubblicato ben due dischi dal sapore blues. E ora, a 60 anni, Bruce Willis ricomincia tutto da capo e si prepara a debuttare a Broadway con la piece teatrale "Misery", tratta dal romanzo di Stephen King.