Venezia, (askanews) - E' uno degli eventi all'interno dell'evento: la presenza di una serie di scritte al neon di Bruce Nauman, uno dei grandi artisti del Secolo americano, nella prima sala della Mostra All the World's Futures, evento principale della 56esima Biennale d'arte, è un momento topico della kermesse culturale veneziana. Per lo spettatore che entra all'Arsenale, le parole di Nauman, che descrivono gli eventi fondamentali della vita di ognuno di noi, sono una sorta di comitato di accoglienza, che è al tempo stesso giocoso nei colori e profondamente serio e anche perturbante nei contenuti. Vita, morte, amore, dolore: i concetti si rincorrono in modo fondamentalmente inafferrabile, e in questa impossibilità di fermare la corsa folle del mondo c'è una delle cifre di questi lavori storici di Nauman. Un'altra sta invece nel suo opposto: la fissità rossa e definitiva di una parola come war-guerra, che insieme all'inseparabile coppia eat-death, compone dei moniti ironici, pur nella conclamata seriosità della messa in scena. Dentro quei neon di Naumam, come accade spesso in questa Biennale d'arte, si trova l'ennesimo specchio segreto al quale lo spettatore può avvicinarsi per riflettere e riflettersi.